Venerdì 12 Luglio 2019: questa sarà una data molto difficile da dimenticare.
Siamo in uno dei centri storici e culturali più romantici e genuini della Toscana, Lucca, in particolare in Piazza Napoleone, dove ad accoglierci ci sono un grande palco e una scritta colorata e luminosa: Lucca Summer Festival, il festival musicale più famoso della Toscana che ogni anno accoglie artisti di fama mondiale, nonché nomi musicali molto importanti, e venerdì scorso i nomi erano davvero altolocati. Parliamo di Guy Garvey, Bernard Sumner, Stephen Morris, Gillian Gilbert, Phil Cunningham, Tom Chapman. Ian Curtis, sì, anche lui. Elbow + New Order, questi sono i nomi di cui vi parliamo in questo nuovo live report, con l’augurio di poter regalare a chi non c’era una magica e indimenticabile serata british, pardon, Mancuniana, a Lucca.

 

 

 

Ore 20.30 gli Elbow, band alternative rock di Manchester capitanata da Mr. Guy Garvey, si presenta puntualissima sul palco del Lucca Summer Festival. Assistiamo a quello che è stato un concerto rock molto divertente e romantico al tempo stesso. Le luci e gli effetti sonori utilizzati sono stati di grande impatto e hanno soddisfatto e fatto ballare molti dei presenti: infatti dal pit e per tutta la piazza riecheggiavano i cori dei fan più sfegatati in delirio. Uno show live di tutto rispetto dalla durata di un’ora e mezza, ma che alle 22 in punto finisce per fare posto sul palco ai veri Re della serata, coloro che tutti stavano aspettando e acclamando: signore e signori, i New Order.

 

 

La band nata a Manchester trentanove anni fa, è capitata da un agguerrito e carichissimo frontman; un signore il quale prima di far parte di questo gruppo, che ha dato l’origine e la vita alla musica elettronica e techno, è tutt’oggi l’orgoglioso chitarrista dei Joy Division, Bernard Sumner, in carne ed ossa.
Alle 22.30 sale sul palco del Lucca Summer Festival con addosso una maglietta nera, impossibile da non riconoscere: è la maglia di Unknown Pleasures, il primo album dei Joy Division che quest’anno ha festeggiato i suoi quarant’anni di pubblicazione. A seguito sullo sfondo appare Stephen Morris lo storico batterista dei Joy Division che si posiziona subito alla sua postazione, con una maglia rossa sgargiante con il logo della Nasa. Dall’oscurità allo spazio, passiamo a Gillian Gilbert che, con una classe anonima, si dirige dal suo sintetizzatore alla sinistra di Bernard, e per finire arrivano Phil Cunningham e Tom Chapman, rispettivamente alla chitarra, tastiere e al basso. Per ora ci siamo tutti e quindi il concerto più elettronico e più post punk di Manchester può iniziare.

 

 

I New Order partono subito senza perdere tempo con Sigularty e Restless rispettivamente seconda e prima traccia del loro decimo album in studio datato 2015. Sullo sfondo scorrono a tempo di musica le immagini dei videoclip ufficiali delle canzoni. C’è da dire che i New order già da queste prime tracce si sono rivelati ciò che sono: i dinosauri del post punk e i pionieri dell’elettro music. Per tutto il concerto infatti hanno espresso alla perfezione tutto il loro potenziale e la loro magnificenza con un’esibizione dagli effetti scenografici pressoché mastodontici, con l’uso di luci colorate e trucchi scenici da lasciare senza fiato. Ma il pezzo che fa restare tutti con il cuore in gola è la terza traccia della scaletta, siamo nel 1979, siamo dai Joy Division. Si riconoscono subito le note delle batterie e del synth, ed è proprio qui che la folla esplode: She’s Lost Control, appartenente al primo album, rieseguita dai New Order è qualcosa di straordinariamente eccezionale. Una di quelle esibizioni rare che capitano poche volte nella vita.

Bernard prende il posto dell’amico perduto Ian Curtis, ricordandolo e venerandolo mentre nel maxi schermo viene proiettata la bandiera di Unknown Pleasures che sventola per tutta la durata della canzone. Ma le emozioni per i tanti fan dei Joy Division presenti non finiscono qui, perché subito dopo parte quell’accordo di basso, che una volta era suonato da Peter Hook, sostituito egregiamente da Tom Chapman; quell’accordo che fa saltare tutti per aria: è la volta di Transmission. Un altro tuffo nel passato, nei ricordi, nelle emozioni, a quando i New Order non esistevano perché i Joy Division c’erano ancora ed erano all’apice della loro carriera. Con queste due esibizioni Mr. Sumner ci fa capire che i Joy Division esistono ancora nei cuori e nelle menti dei fan, ma soprattutto nei ricordi dei New Order, che con la loro esistenza, seppur breve hanno fatto la storia del post punk lasciando al mondo della musica un’enorme e preziosa eredità.

 

 

Da qui in poi si passa ad una scarica di adrenalina, anzi di elettronica, perché i New Order hanno fatto una scaletta da repertorio con i loro più grandi successi alternando il vecchio sound con l’elettronica più moderna. Si parte con Your Silent Face brano del 1983 contenuto nel loro secondo album in studio Power, Corruption & Lies, si passa poi a Tutti Frutti del 2015, e con Subculture si ritorna al 1985 dove si ritrova quella sonorità synth ed elettronica ma con l’influenza post punk proveniente dai Joy Division.
E ancora Bizzarre Love Triangle (1986), Plastic (2015) The Perfect Kiss (1985) e l’intramontabile True Faith (1987).

 

 

Passato e moderno si incastrano in un’alternanza perfetta. Alla fine di questa danza musicale arriva la canzone per eccellenza dei New Order, quella che tutti stavano aspettando, ed è bastato, come con Transmission, la prima nota, o meglio, il primo synth. Da qui il fuoco, il delirio, l’inizio della fine: Blue Monday suonata nella sua versione più moderna ed elettronica fa scoppiare Piazza Napoleone.
Dal vivo i New Order rendono il loro più grande successo, e attualmente il loro singolo più venduto nella storia della musica inglese, una grandissima opera musicale dalle sonorità potentissime. Con la traccia per eccellenza, seguita dall’intramontabile Temptation hanno dimostrato ciò che è sempre stato: i New Order dagli anni ’80 ad oggi non hanno mai smesso di essere una delle migliori band al mondo a fare della straordinaria musica elettronica e a fare ballare generazioni intere di giovani e non, al ritmo della loro musica, mantenendo altissimo il livello del coinvolgimento del pubblico.

 

 

Arriviamo alla fine del concerto dei New Order, con le ultime due tracce della scaletta del Lucca Summer Festival. Facciamo un emozionante ritorno al passato, ricompaiono i Joy Division e arriva anche l’indimenticabile Ian Curtis, direttamente da Closer, Atmosphere cantata all’unisono in un’unica voce da tutti i presenti insieme a Bernard Sumner, e nello sfondo il video della canzone con dei fotogrammi del giovane leader, Ian Curtis. Inutile dire che è stato un’esibizione dalle infinite emozioni, con il ricordo pulsante del cantante, ma il pezzo forte arriva alla fine, con quale canzone potevano concludere i New Order per commemorare il loro amico scomparso prematuramente se non la bellissima e straziante Love Will Tear Us Apart? La leggendaria canzone con la sua lirica, alternata ad uno bellissimo fotogramma di Ian, ha preso parte allo show presentandosi sugli schermi sopra al palco e poi per concludere in bellezza la frase simbolo di questo concerto, per ricordare quello che i New Order sono stati, quello che sono ancora e che saranno sempre: Forever Joy Division.

 

 

Con queste parole, con questa incredibile suggestione che ha percosso gli animi di tutti, e con Ian Curtis presente, seppur nelle sue foto più belle, si è concluso il concerto memorabile dei New Order a Lucca. Quello che è stato non un semplice concerto ma una vera celebrazione alla vita passata dei Joy Division e alla breve ma intensa vita di colui che verrà ricordato per sempre e mai dimenticato da tutti i suoi fan e dai suoi vecchi amici.

Colui che ha reso tutto questo possibile.

Ian Kevin Curtis.

 

Setlist:

Singularity
Restless
She’s Lost Control –  Joy Division
Transmission – Joy Division
Your Silent Face
Tutti Frutti
Subculture
Bizarre Love Triangle
Plastic
The Perfect Kiss
True Faith
Blue Monday
Temptation

Atmosphere – Joy Division
Love Will Tear Us Apart –  Joy Division