Giovedì sera, fine agosto, piazza IV Novembre, Pordenone. Tanti piccoli stand, un grande parco verde, un palco. Luci soffuse, canzoni anni ’80 in sottofondo. Giovani e adulti che si aggirano come anime alla riscoperta di se stessi e di un’era oramai andata, purtroppo. Il post punk. Tutti lì, per un unico motivo, vedere Peter Hook, bassista dei Joy Division e dei New Order, esibirsi dal vivo con la sua band in un concerto free, all’aperto.
Alle ore 22 circa in massa la maggior parte dei presenti con le magliette di gruppi quali Joy Division, The Cure, Sonic Youth e Depeche Mode si avviano verso il palco perché lo show sta per iniziare. L’atmosfera è intima, calorosa, quasi fraterna. Siamo tutti lì riuniti per amore di un unico ideale, perché il post punk o la new wave non sono solo dei generi musicali, ma dei veri e propri movimenti culturali, una filosofia di vita che appartiene ai cuori dei giovani del tempo e ai nostalgici che ancora oggi la ricordano; appartiene a coloro i quali non l’hanno vissuto, a cui il post punk risiede nel cuore e nella memoria, e viene vissuto ugualmente, ascoltando e amando lo stile di vita e la musica del tempo.

Peter Hook quindi, sale sul palco con estrema scioltezza, impugna la sua chitarra e inizia subito a suonare. Il primo pezzo è un pezzo molto particolare, un piccolo santo graal per gli appassionati dei Joy Division, una canzone rara, un cimelio: No Love Lost. L’ex Joy Division crea fin da subito un clima familiare, fraterno e malinconico. Il suo intento è quello che ha sempre e da sempre, ricordare la sua band scomparsa nel 1980, i Joy Division. E questo è lo spirito che governerà il suo concerto per tutta la serata.

Tecnicamente lo show è stato diviso in due parti, la prima di memorial con la produzione al pubblico di brani e successi dei Joy Division, la seconda con i pezzi più famosi dei New Order. Per entrambi i casi si deve dire che lo show è ben riuscito e soprattutto ha suscitato tantissime emozioni. Per la prima parte infatti non è mancata la commozione quando Peter ha suonato pezzi quali Warsaw,
Failures, l’inconica Disorder, e i magnifici pezzi del passato quali Heart and soul, 24 Hours, Insight, Dead Souls. E ancora i pezzi tra i più significativi del repertorio dei Joy Division quali Isolation, Digital, She’s Lost Control, Transmission e Shadowplay. Con Shadowplay, Peter mette fine alla prima parte del concerto per passare al repertorio dei New Order.

 

 

I pezzi suonati da lui non hanno lo stesso valore e lo stesso apprezzamento rispetto a quelli suonati dai veri New Order ma il suo intento e la sua bravura hanno comunque ottenuto un ottimo successo. È la volta dell’intramontabile Blue Monday e delle più belle canzoni dei New Order: Vanishing Point, Regret, True Faith e la bellissima e romantica Ceremony. Giungiamo al termine, e lo si capisce quando Peter intona gli accordi di quella canzone. La canzone che segna una storia, la storia ma soprattutto la fine di Ian Curtis e dei suoi fratelli, amici, compagni di vita, Joy Division: Love Will Tear Us Apart viene cantata a squarciagola e ballata dall’inizio alla fine da tutti i presenti. Un finale che ogni fan di Peter Hook e dei New Order vive ad ogni loro concerto, ma che ogni volta lascia un’emozione e una commozione indescrivibile.
La si sente ancora nell’aria del parco, quella melodia, quelle fragili e strazianti e al tempo stesso sensibili parole. L’amore, l’amore ci farà a pezzi. Di nuovo. 

 

Setlist:

  1. No Love Lost
  2. Warsaw
  3. Failures
  4. Disorder
  5. Heart and Soul
  6. Twenty Four Hours
  7. Insight
  8. Dead Souls
  9. Isolation
  10. Digital
  11. She’s Lost Control
  12. Shadowplay
  13. Transmission
  14. Blue Monday
  15. Vanishing Point
  16. Regret
  17. Temptation
  18. True Faith
  19. Ceremony 
  20. Love Will Tear Us Apart