Dopo ben sei anni di assenza dalla scena indie, i Vampire Weekend tornano in pista con il loro quarto album in studio, Father of the Bride, e il primo sotto l’etichetta Sony Music.
Una scelta quasi azzardata per la band newyorkese, decidere di incidere 18 brani per una durata complessiva di 58 minuti di ascolto, come a farsi perdonare il lungo periodo di hiatus.
Questa volta Ezra Koenig e soci hanno dato sfogo a tutta la loro creatività, ma soprattutto lasciando trasparire una maturità sulla stesura delle liriche.
Sebbene Rostam Batmanglij, tastierista e seconda chitarra, abbia lasciato la band, ha mantenuto la promessa di continuare a collaborare nel suo piccolo come produttore, lavorando così ai brani We Belong Together di cui è co-autore e l’ottimo singolo Harmony Hall.

Oltre Batmanglij, l’album è pieno di collaborazioni, tra Mark RonsonLudwig Göransson (autore della OST di Black Panther), Steve Lucy e Danielle Haim (una delle tre sorelle della celebre band, Haim) la quale aggiunge la sua splendida voce in tre delle diciotto tracce dell’album, e fa da corista in gran parte dei pezzi, come Stranger.

La copertina dell’album rappresenta il nostro pianeta; il titolo ricopre quasi un senso biblico ed è ispirato dall’omonimo film con Steve Martin: invero è un viaggio che accompagna l’ascoltatore nell’avventura del matrimonio e delle relazioni, non solo inteso tra coppie, ma relazioni di amicizia, parentela e i veri valori dell’essere umano che riesce a legarsi facilmente a chi gli sta intorno.

L’album apre le danze con Hold You Now, con la collaborazione di Danielle come seconda voce, il cui testo descrive l’intensità di una relazione promettente ma instabile. Il sound è una campionatura del coro di una canzone melanesiana eseguita dal coro di Tutti i Santi da Honiara. Segue immediatamente il singolo estratto Harmony Hall, che ci aveva già dato un assaggio di come sarebbe stato l’intero lavoro; per stessa ammissione di Ezra il testo in questione richiama molti versi contenuti nell’album precedente Modern Vampires of the City, alcuni significati ci portano indietro ad Hannah Hunt, al pessimismo di Obvious Bicycle, ma anche al tema del cambiamento che ritroviamo in Finger Back. Insomma, Ezra non fa sfuggire proprio nulla ai fan. Il sound è molto leggero, orecchiabile e ballabile.

 

 

Bambina nasconde dei riferimenti alla religione: Ezra descrive il suo sdegno verso la violenza che si vive oggigiorno, facendo riferimento ai cristiani dell’antico testamento che avrebbero subito delle pene se si fossero opposti alla parola di Dio. Nel testo ritroviamo probabilmente un riferimento al Colosseo “My Christian heart cannot withstand / The thundering arena“, e alla canzone di Domenico Modugno del ’59 “ciao ciao bambina“.

Musicalmente gran parte delle canzoni riprendono il sound dei vecchi album, come This Life o How Long? che ricorda Ya Hey, da Modern Vampires; Big Blue si ispira al sound dei Beatles con quel sitar in sottofondo che ci riporta a Within You Without You, e insieme a Rich Man la cui melodia è una campionatura di Please Go Easy On Me di S.E. Rogie, rappresentano le due tracce più psichedeliche dell’album.

Approdiamo su Married in a Gold Rush, secondo duetto con Danielle, il cui testo sfata il mito del matrimonio perfetto: all’inizio si hanno alte aspettative, che la vita sia tutta rose e fiori, invece verso la fine del pezzo, entrambi realizzano che un matrimonio e una relazione è anche il saper accettare uno i difetti dell’altro, e la cosa importante è restare uniti nel farlo. Anche quest’ultima ha una melodia molto orecchiabile, quasi hawaiana con un synth in sottofondo che accompagna il tutto.
My Mistake è una ballad jazz, con un pianoforte in primo piano, pezzo che ci ricorda i Radiohead di Amnesiac: uno dei testi più significativi dell’album, dove il protagonista realizza di aver fatto uno sbaglio a fidarsi facilmente delle persone “You were cruel, you were fake / Hoping for kindness / Was my greatest mistake“.

Sympathy è una traccia in stile flamenco, che si ispira alle danze spagnole, mentre Sunflower e Flower Moon vedono entrambe la collaborazione di Steve Lucy dei The Internet alla chitarra, con l’aggiunta di Danielle Haim nel bridge di quest’ultima, e rappresentano come un continuum con la contrapposizione dei titoli stessi, Flower seguito da Sun e Moon. Qui troviamo la chiave dell’intero album: la nostalgia e il tema ricorrente del posto sbagliato al momento sbagliato. Un altro dualismo si nasconde nel titolo Spring Snow, neve in primavera (coincidenza?). Anche i vampiri newyorkesi toccano il tema del cambiamento climatico, interpolato sempre ad un significato di afflizione per coloro che amiamo: “It felt like the end / The end’s been delayed / You’re here in my arms / So what should I say?

 

 

L’album si conclude con Jerusalem, New York, Berlin, titolo non a caso, se si pensa che sono tre le quali rappresentano la religione, in primo luogo l’ebraismo: Jerusalem è il luogo dove è nato, New York dove ci fu la più grande migrazione di ebrei, e Berlin per ricordare l’Olocausto.
Un tema molto forte se si pensa a tutto il senso dell’album, ma non meno importante; perché bisogna sempre ricordare e riflettere sugli eventi passati per capire il nostro futuro, ed è proprio questo il lavoro svolto da Ezra nell’ultima parte dell’album. Chapeau.

 

 

A primo impatto e a primo ascolto, l’ultimo lavoro dei Vampire Weekend può sembrare trascinato, ma una volta assimilati tutti i concetti più significativi, non si può che godere di tutte le tracce.
I Vampiri di New York sono tornati e lo hanno fatto in grande stile.

Tracklist:

  1. Hold You Now (feat. Danielle Haim)
  2. Harmony Hall
  3. Bambina
  4. This Life
  5. Big Blue
  6. How Long?
  7. Unbearably White
  8. Rich Man
  9. Married in a Gold Rush (feat. Danielle Haim)
  10. My Mistake
  11. Sympathy
  12. Sunflower (feat. Steve Lucy)
  13. Flower Moon (feat. Steve Lucy)
  14. 2021
  15. We Belong Together (feat. Danielle Haim)
  16. Stranger
  17. Spring Snow
  18. Jerusalem, New York, Berlin
 

 

La musica è la mia passione più grande, i concerti sono la mia seconda casa. Sono una nerd a tempo indeterminato, e amo leggere.
Parlo e straparlo di musica, ed ho deciso di metterlo per iscritto e di condividere le mie idee e la mia creatività con il mondo.