Aspettavamo tutti con trepidante attesa, ma anche con un velo di terrore il nuovo singolo dei Muse, Thought Contagion, e il fatidico giorno è arrivato.
Uscito già in leak a mezzanotte della data prevista, cioè 15 febbraio, tutti si sono precipitati ad ascoltarlo (salvo qualche fan fedele nel mondo, che ha voluto aspettare il rilascio ufficiale) e stranamente non ha procurato il malcontento generale come successe per Dig Down, ma ha sicuramente spaccato il fandom in due.
Da una parte c’è il Light Side, per così dire (i fan di Star Wars coglieranno), che si è rivelato stupito ed entusiasta del nuovo singolo, mentre il Dark Side (che tra l’altro sarà il titolo di un altro futuro singolo, a detta di Bellamy) ha deciso di esprimere di nuovo il suo malcontento a riguardo (join us, we have cookies).

Che dire, la canzone si apre con un giro di basso, che vuoi o non vuoi ti si ficca in testa, per poi lasciare spazio ad un synth che andrà ad ispirare la parte corale della canzone; Bellamy attacca con i versi: “Strung out falling from the big time/Welcome to the infinite black skies/Brain clans fractured identity/Fragments and scattered debris“, seguito dal coro e subito dopo in falsetto, il ritornello “Thought Contagion“; la parte corale è un mix in stile 30 Seconds To Mars e Imagine Dragons, e quindi il tutto si può definire pop-rock.

In generale, la canzone ha veramente poco di Muse, se non il testo, ispirato dal libro Virus della mente, scritto da Richard Dawkins: quindi abbiamo le solite tematiche del plagio delle menti, e di questa specie di pensiero-virus che influenza le masse, facendole diventare dei “pecoroni” (in questo caso zombie, ora scoprirete perché). Bellamy resta coerente con la stesura dei testi, ma ben poco con il loro stile musicale, che riesce comunque a far lamentare i fan “nostalgici”; sappiamo tutti di quanto i Muse nel tempo siano diventati una band sperimentale (e sì, lo sono diventati, e ne siamo tutti consapevoli), ma ormai questa specie di sperimentazione si sta dirigendo verso il mainstream, e quello che si ascolta oggigiorno in radio.
C’è da aggiungere che purtroppo quando una band inizia a sentire il peso degli anni, e diventa di portata globale, si trasforma più in un’azienda, una sorta di business e per questo deve accontentare una fetta di pubblico più vasta per ricavarne dei profitti, un po’ come se fosse una campagna di marketing. Il loro non è più svago, ma è diventato un vero e proprio lavoro, e su questo non si possono biasimare, ma di certo non vuol dire nemmeno buttarsi in quello che va di “moda” correntemente.

Il video di Thought Contagion è un concentrato di trash, che ormai accompagna i Muse da qualche anno a questa parte; il tutto è ispirato al video di Thriller di Michael Jackson e a detta di Bellamy dalla serie Black Mirror, in particolare l’episodio San Junipero. Il video si apre con un ragazzo che conosce una ragazza che poi si rivelerà un mannaro/zombie, e pian piano vediamo tutti trasformarsi di conseguenza, tranne il protagonista, esattamente come nel video di Thriller; il video si chiude con Matt che esce dalla sua auto, chiaramente trasformato, e quindi “contagiato“.
Un’altra nota negativa che mi vedo a esprimere, è il fatto che sia la canzone che il video hanno ben poco di ispirato agli anni ’80, come loro stessi avevano affermato; sono stati ispirati da Thriller, e qualche altro elemento nel video, ma nient’altro che lo lasci pensare.

In sostanza, non è una canzone che si può definire “Muse“, è orecchiabile, anche ben fatta se vogliamo, ma non c’è nulla che lasci intendere che è prettamente nel loro stile; sebbene con Dig Down abbiano toccato il fondo, c’era sempre quel qualcosa, quell’atmosfera che ti faceva dire “sì, sono i Muse“; invece Thought Contagion resta comunque una canzone anonima, che potrebbe essere appartenuta a qualunque band.
Quindi pian piano la band sta uscendo sempre di più dai binari, per dirigersi verso il mainstream, e verso quella cosa che loro disprezzavano tanto quale lo “Showbiz“.

Reduci da una vittoria agli NME Awards come Best Headliners in a Festival, in varie interviste hanno già rivelato che sono a lavoro sul prossimo singolo che si intitolerà The Dark Side (come ho già anticipato), e a questo punto c’è veramente da aspettarsi di tutto (magari anche un duetto con Pupo e Nino D’Angelo).
Hanno già preparato 10 tracce per il lancio dell’album che avverrà tra la fine del 2018 e l’inizio del 2019, e che conterrà anche qualche traccia bonus. Quindi possiamo sperare che le vere chicche Muse si troveranno nell’album, e non nei singoli, come accaduto anche per Drones.
Inoltre hanno rivelato che intraprenderanno un lungo tour nel 2019, e che vorrebbero inserire Fury nelle prossime scalette (forse è veramente sceso l’Altissimo).
Stamattina hanno annunciato una nuova data con una scaletta “by request” (canzoni votate dai fan che parteciperanno), che si terrà il 24 febbraio a Parigi a La Cigale.

Quindi, tirando le somme, non mi sento di dire “bentornati Muse“, ma tutte le speranze si concentreranno sull’uscita dell’album e nel prossimo tour.

La musica è la mia passione più grande, i concerti sono la mia seconda casa. Sono una nerd a tempo indeterminato, e amo leggere.
Parlo e straparlo di musica, ed ho deciso di metterlo per iscritto e di condividere le mie idee e la mia creatività con il mondo.